36° PALIO DEL VECCHIO MERCATO - 2026ALLENATORE: Cavallin Michele
ATLETI: Alessio Gallina, Andrea Zamprogno, Daniele Menegon, Daniele Silvestri, Elia Cavallin, Emanuel Santin, Fabio Caverzan, Giulio Quaggiotto, Leonardo Timis, Lorenzo Menegon, Luca De Bortoli, Matteo Olivieri, Matteo Zago, Michele Menegon, Nicola Pozzobon, Samuel Santin, Simone Caeran, Tommaso Timis
ALLENATORE: Alessandro Trevisan
ATLETE: Angelica Cavallin, Anita Gallina, Beatrice Cavallin, Carlotta Tesser, Claudia De Nardi, Cristina Quaggiotto, Federica Bernardi, Federica Bonora, Giada Favaro, Giulia Crema, Ilaria Faccin, Linda Cavallin, Maria Sartor, Marina Simeoni, Patrizia Sartor, Rachele Caon, Samanta Pontini, Vittoria Tesser
CAPOMASTRO: Simone Caeran
DAMIGELLA: Melanie Montagner
PREPARATORE ATLETICO: Michele Cavallin (Sq. Maschile) - Alessandro Trevisan (Sq. Femminile)
RESPONSABILE SFILATA: Irene Cavallin - Domenico Fantin
RESPONSABILE DAMIGELLA: Letizia Olivieri - Federica Bernardi
RESPONSABILE TECNICO: Silvano Cavallin
RESPONSABILE MERCATINO: Samanta Pontini
RESPONSABILE CARRO: Silvano Cavallin
RESPONSABILE PUNTO VERDE: Nicola Poloni
ACCOMPAGNATORI: Claudio Gallina, Domenico Fantin, Pietro Guerra e Giampaolo Caberlotto
SIMBOLO: Area Verde - PRODOTTO TRASPORTATO: Frutta - COLORE: Verde
SANT'ANDREA - AREA VERDE
Sant'Andrea è situata nelle campagne a sud di Montebelluna.
E' una frazione molto estesa a livello territoriale ma con poche aree residenziali, il paese è infatti ricco di piantagioni. Il colore che rappresenta la contrada è il verde scuro, colore che riflette al meglio questa caratteristica agricola del nostro suolo.
Il prodotto della contrada è la frutta con la quale vengono confezionate marmellate di vario tipo e distillate originali grappe, come nella vecchia tradizione.
Dalla necessità di avere un punto di ritrovo è nata l'Area Verde, simbolo di Sant'Andrea. Alcuni abitanti della zona recuperando in Friuli-Venezia-Giulia dei container che rano serviti er ospitare i terremotati costruirono la sede. Nel 2004 la vecchia struttura venne demolita e il comune edificò un nuovo stabile.
Un altro luogo rilevante della contrada è la Chiesetta di Sant'Andrea, le cui origini risalgono al XIV secolo.
La nostra contrada si vede impegnata in molte manifestazioni durante l'anno. Partiamo a gennio con il consueto falò della Befana, la vigilia dell'Epifania. Nei primi mesi dell'anno partecipiamo al Carnevale in differenti piazze e nei giorni a cavallo del 1° Maggio organizziamo la Festa di Primavera.
In occasione del Santo Patrono, il 30 novembre viene organizzata la sagra paesana e la seconda domenica di dicembre, invece, a conclusione della sagra, viene organizzata una corsa per i campi di Sant'Andrea in memoria di Gianluca Piovesan. Concludiamo l'anno con il consueto giro di Babbo Natale.
L'evento più atteso e sentito resta comunque il Palio. Molti i ricordi che riaffiorano alla mente dopo questi primi trent'anni, la vittoria del sabato, gli intertempi del cinema Italia, la prima volta con un tempo conclusivo minore di 10 minuti e le varie soddisfazioni arrivate con Damigelle, Padrini e sfilate.
Alida Spiranec è un’artista visiva, trevigiana di adozione (nata a Fiume/Rijeka in Croazia). Fa parte dell’associazione artistica Grecale e dell’associazione Arteficiolinea-Pennelli divini.
Sono molto felice e onorata di aver potuto creare questo drappo anche perché mi ha trascinato il grande entusiasmo e coinvolgimento dei cittadini. Montebelluna nasce da un colle e da una pianura, da un mercato antico che nel tempo si trasforma, cambia luogo, ma non perde mai la sua anima: quella dell’incontro umano.
Quando ho iniziato a pensare a questo drappo, ho sentito il desiderio di andare oltre la cronaca storica, oltre l’immagine celebrativa. Ho voluto ascoltare ciò che questa terra custodisce più profondamente. Così, seguendo le tracce della storia, sono arrivata molto lontano. Prima dei Romani e della dea Bellona, fino alle popolazioni paleovenete dell’Alto Adriatico. Ed è lì che ho incontrato Reitia. Una dea antichissima. Una dea sovrana della natura selvaggia, della guarigione, del destino e della conoscenza. Una figura femminile potentissima, venerata nei territori di Este, Padova, Altino e Montebelluna, tanto da lasciare testimonianze archeologiche che ancora oggi raccontano la centralità del suo culto. Reitia era chiamata anche “dea clavigera”: la portatrice della chiave. La chiave che apre e chiude i cicli della vita.
Nel mio lavoro artistico la figura femminile è spesso il luogo simbolico in cui essere umano e natura si incontrano. Per questo ho scelto che fosse proprio Reitia la protagonista del drappo. Dietro il suo capo appare la ruota del Palio, trasformata in aureola: simbolo insieme sacro e popolare, memoria del movimento, del ciclo, della comunità che si rinnova ogni anno. All’altezza del cuore ho voluto dipingere la chiesa del Mercato Vecchio, luogo profondamente amato dai montebellunesi e custodito nella loro memoria.
Sulla fronte della dea compare un frammento di iscrizione votiva dedicata a Reitia, come traccia viva di una spiritualità antica che ancora attraversa questa terra. Infine, il cesto di frutta che porta tra le mani diventa simbolo del mercato, dell’abbondanza, dei frutti della natura e del lavoro umano. E forse proprio Reitia, antica custode delle soglie, ci ricorda ancora oggi che ogni comunità vive davvero solo quando sa custodire la propria memoria e, allo stesso tempo, aprire nuove porte verso il futuro.
Il drappo del Palio femminile di Montebelluna nasce da un’opera a quattro mani realizzata dagli artisti Giancarlo Poloni e Ilde Bresolin, membri dell’Associazione artistica Grecale. I due autori hanno unito sensibilità e creatività per dare vita a un’immagine che racconta l’identità del paese e il legame profondo con le sue tradizioni.
Nel dipinto compare una giovane popolana in abiti ottocenteschi, ritratta mentre cammina tra le bancarelle del mercato. Nel cesto che porta con sé si intravedono piccoli animali, un dettaglio che richiama la vita semplice e concreta delle ragazze di un tempo, impegnate nelle attività quotidiane. Sullo sfondo emerge la chiesetta di Santa Maria in Colle, punto di riferimento storico e simbolico per tutta la comunità.
Il soggetto dialoga idealmente con la gara del Palio: le concorrenti che oggi spingono il carro fino a raggiungere il colle compiono un gesto che, in qualche modo, rende omaggio alle donne che un tempo salivano al colle per necessità, lavoro e vita quotidiana. Un ponte tra passato e presente che dà significato alla festa.
Il Palio è soprattutto questo: una celebrazione che unisce l’intero paese, coinvolgendo associazioni, volontari, contrade e cittadini in un’unica grande partecipazione collettiva. Il drappo vuole essere il simbolo di questa energia condivisa, della memoria che si rinnova e della comunità che si riconosce nelle proprie radici.
LA CLASSIFICA FINALE
FEMMINILE
FEMMINILE
Biadene - Il Mancappello 00'00"00
Busta - Il Postale 00'00"00
Caonada - La Zattera 00'00"00
Centro - La Pieve 00'00"00
Contea - La Torre 00'00"00
Guarda - La Canora 00'00"00
Mercato Vecchio - La Colonna 00'00"00
Pederiva - Il Forno 00'00"00
Posmon - Il Pozzo 00'00"00
Sant'Andrea - l'Area Verde 00'00"00
San Gaetano - Il Castagno 00'00"00
LA CLASSIFICA FINALE
MASCHILE
MASCHILE
Biadene - Il Mancappello 00'00"00
Busta - Il Postale 00'00"00
Caonada - La Zattera 00'00"00
Centro - La Pieve 00'00"00
Contea - La Torre 00'00"00
Guarda - La Canora 00'00"00
Mercato Vecchio - La Colonna 00'00"00
Pederiva - Il Forno 00'00"00
Posmon - Il Pozzo 00'00"00
Sant'Andrea - l'Area Verde 00'00"00
San Gaetano - Il Castagno 00'00"00
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